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SONATINE CLASSICS

SONATINE

Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

THE VOICES OF THE SILENCED (PARK Soo-nam, PARK Ma-eui, 2023)

SPECIALE BERLINALE 74
15 – 25 febbraio 2024

di Claudia Bertolé

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Una figlia e una madre si addentrano nei ricordi della propria vita di cittadini giapponesi di origine coreana, di zainichi (termine con cui ci si riferisce a tutti gli stranieri che vivono in Giappone, di cui i coreani sono i più numerosi).  Non è un percorso facile, perché le memorie dell’anziana si perdono, quasi fossero neve al sole, e allora le fotografie di famiglia e le immagini di vecchi film – realizzati dalla stessa Soo-nam – aiutano a recuperare i fili, a colmare le lacune. Mettendosi in gioco a partire da una relazione personale e familiare le due donne offrono uno spaccato del contesto storico e sociale di un’intera comunità.  

Park Soo-nam è una donna di oramai quasi novant’anni, coreana di seconda generazione, nata nella prefettura di Miyagi. Insieme alla figlia, Park Ma-eui, decide di trasferire in formato digitale i film in 16 mm che ha realizzato nel corso degli anni. Sono documentari che raccontano le difficoltà, le discriminazioni degli zainichi, nei quali vengono intervistati i sopravvissuti alla bomba atomica su Hiroshima, film da cui emergono le storie delle ‘comfort women’, o quelle dei coreani a Okinawa. Emerge, soprattutto, dai racconti e dalle immagini, la testimonianza dai risvolti allo stesso tempo personali e storici di una donna coraggiosa.  

Presentato (e premiato) all’ultimo festival di Busan, The Voices of the Silenced si apre con una voce di donna che intona una canzone: è Park Soo-nam, la cui presenza è anticipata dalle raffigurazioni fotografiche di gioventù. Subito dopo è lei in inquadratura che racconta, degli anni Settanta quando gestiva un ristorante, degli uomini della yakuza che lo frequentavano, e poi della voglia di dare voce a coloro che vivevano inascoltati: i giapponesi-coreani spesso oggetto di discriminazioni o di false accuse (come il presunto avvelenamento dei pozzi durante il grande terremoto del Kantō), deportati in Giappone e costretti a lavorare come prigionieri.
Park Soo-nam è oggi una donna anziana i cui ricordi si frammentano e si fanno sfuggenti.
Grazie all’aiuto della figlia la donna ripercorre a ritroso la propria esistenza di zainichi, e la ricostruzione delle memorie è affidata alle fotografie, alle conversazioni con la figlia, ai brani dei documentari realizzati da Park Soo-nam: The Other Hiroshima – Korean A-Bomb Victims Tell Their Story (1985), Song of Ariran – Voices from Okinawa (1991) e poi The Silence (2016) il film che offre le drammatiche testimonianze di alcune donne anziane che furono costrette a diventare ‘comfort women’ durante la guerra.
Soo-nam non teme, si prende anche a cuore la vicenda di un giovane accusato dell’omicidio di una studentessa, e da questo scrigno di cinema nel cinema – e di immagini che preservano una memoria che si sgretola – emergono non solo il doloroso ritratto di una comunità, ma anche la strabordante energia e il coraggio di una donna che attraverso i propri film, gli scritti e le partecipazioni a spettacoli televisivi, non si è mai risparmiata nel voler dare voce a chi non ne aveva avuto l’opportunità.
Anche la figlia aggiunge i tasselli delle proprie esperienze, ricordando gli episodi di bullismo a causa del cognome coreano e la decisione di mettere mano all’archivio cinematografico della madre per ripercorrere la propria storia familiare: The Voices of the Silenced è infine anche un vivido ritratto di una relazione madre-figlia per certi versi faticosa e complicata, ma attraversata da una passione autentica. 

Titolo originale: The Voices of the Silenced; regia: Park Soo-nam, Park Ma-eui; fotografia: Teruya Shinji, Park Ma-eui, Otsu Koshiro; montaggio: Park Ma-eui; suono: Pyo Yong-soo; suono: Mi Yeon; interpreti: Park Soo-nam, Park Ma-eui, Jeon Dong-rye, Hirano Nobuto, Seo Jeong-woo, Kim Seong-soo, Lee Yong-im; produttori: Park Soo-nam, Park Ma-eui, Ueyama Emi; prima uscita: 8 ottobre 2023 (Busan International Film Festival); durata: 137’.

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