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SONATINE CLASSICS

SONATINE

Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

BEFORE ANYONE ELSE (id., MARIKO Tetsuya, 2023)

SPECIALE OSAKA ASIAN FILM FESTIVAL (OAFF) 2024

In concorso nella sezione “Indie Forum”

di Jacopo Barbero

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Mariko Tetsuya, già premiato come miglior regista emergente a Locarno nel 2016, è uno tra gli autori di punta del cinema giapponese contemporaneo più estremo e brutale – è stato paragonato, in questo senso, a nomi quali Miike Takashi, Toyoda Toshiaki, Sono Sion e Tsukamoto Shin’ya. I suoi due lungometraggi Destruction Babies (2016) e From Miyamoto to You (2019) mettevano in scena con assoluto cinismo le vicende di giovani giapponesi coinvolti in vicende di violenza e vendetta, ambientate in “una società intrinsecamente brutale, assuefatta alla crudeltà e ai meccanismi di sopraffazione reciproca, in cui l’atto violento è normale, quotidiano” (Sonatine.it). Before Anyone Else, cortometraggio di diciannove minuti girato a Chicago, segna l’esordio di Mariko in lingua inglese e dovrebbe costituire una sorta di “pilota” per il prossimo lungometraggio del regista, il cui titolo provvisorio è Missing.

I giovani Jimmy e Lex vivono in un sobborgo di Chicago e, dopo aver rapinato un negozio, si imbattono in un’automobile apparentemente abbandonata, in cui trovano un bambino e una pistola. I due inizialmente si impadroniscono soltanto dell’arma per cercare di venderla, ma a Jimmy parte accidentalmente un colpo e i due rinunciano all’affare. Tornati alla macchina, prendono con sé anche il bambino e lo portano nella loro casa. Nelle ore successive, tuttavia, Lex si dimostra insofferente nei confronti del piccolo e arriva addirittura a picchiarlo, mentre Jimmy scopre che il suo colpo di pistola potrebbe accidentalmente aver ucciso qualcuno…

Nonostante si trovi a lavorare per la prima volta al di fuori del Giappone, Mariko non sembra aver mutato i propri temi e ossessioni o edulcorato la propria visione del mondo. Before Anyone Else è un cortometraggio dai toni neri e inquietanti, in cui ogni relazione interpersonale è schiacciata da un senso di profondo disagio e incomunicabilità (Lex, ad esempio, reagisce in maniera violenta e nevrotica nei confronti di chiunque le sfiori anche solo i capelli). Tutto ciò non è solo reso a livello narrativo attraverso i dialoghi e le performance inquiete degli interpreti, ma anche a livello visivo. Come già nelle sue opere precedenti, infatti, Mariko predilige i campi medi e lunghi, evitando l’uso della camera a mano, anche nelle scene più concitate. Le sue carrellate contemplative ricordano lo sguardo entomologico di Haneke ed enfatizzano il desiderio del regista di voler mantenere una certa distanza dai propri personaggi. La macchina da presa, infatti, è quasi timorosa nell’avvicinarsi ai protagonisti, come a suggerire un senso di timore: Mariko sembra spaventato dai suoi stessi personaggi e dall’impossibilità di spiegare razionalmente la brutalità che li anima. E nella scena finale un colpo di scena da brivido lascia gli spettatori sbigottiti a contemplare i titoli di coda, accompagnati da un rantolo terminale che pare solo un’anticipazione del film prossimo venturo.


Titolo originale: Before Anyone Else; regia: Mariko Tetsuya; sceneggiatura: Mariko Tetsuya, Gregory Collins; fotografia: Sasaki Yasuyuki; montaggio: Hirata Ryoma; scenografia: Maggie O’Brien; suono: Kanachi Hiroaki; musica: Mukai Hidenori; scenografia: Iwamoto Hironori; interpreti: Komatsu Akiyo (Jimmy), Chloe Skoczen (Lex), Kenzo Yeung (Kai), Diego Torrado (Theo), Bridget Painter (Magda), Ed Kross (Officer Bixby), Dave Honigman (commesso); produttori: Shu Eisei, Yuki Sakamoto Solomon, Gregory Collins; produzione: ROJI, Coyote Sun Productions, Across & Between Co.; paesi di produzione: Stati Uniti, Giappone; durata: 19’; anno di produzione: 2023; prima mondiale: Chicago International Film Festival.

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