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SONATINE CLASSICS

SONATINE

Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

ONE SECOND AHEAD, ONE SECOND BEHIND (Ichibyou saki no kare, YAMASHITA Nobuhiro, 2023)

Speciale Asian Film Festival

Roma, 10 – 17 aprile 2024

di Claudia Bertolé

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Con One Second Ahead, One Second Behind, remake del film taiwanese My Missing Valentine di Chen Yu-hsun del 2020 (rispetto al quale però vengono invertiti i generi dei protagonisti), Yamashita Nobuhiro entra nell’atmosfera a tratti sovrannaturale delle deformazioni temporali per intessere la sua storia romantica con annessa riflessione sulle gioie e sulle difficoltà delle relazioni.

Hajime è un ragazzo come tanti che lavora in un ufficio postale. Ha rapporti a volte conflittuali con i colleghi, la sua famiglia è composta da una sorella un po’ strana e dal fidanzato di lei, desidera fortemente una storia romantica, ma i suoi approcci sono fallimentari. Hajime in effetti non è proprio un ragazzo come gli altri: fin da bambino è sempre stato un secondo avanti, più veloce rispetto ai suoi coetanei. Improvvisamente sembra che una ragazza che fa la cantante gli dimostri interesse. Ma c’è qualcun altro che, silenziosamente, si interessa a lui: la timida Reika che, a differenza di Hajime, è sempre un secondo indietro rispetto al mondo che la circonda. E a un certo punto gli ‘dei del tempo’ ci metteranno lo zampino per fare in modo che le loro strade in qualche modo si incrocino. 

Hajime condivide con precedenti protagonisti dei film di Yamashita l’approccio – almeno iniziale – da ‘perdente’, l’essere imprigionato come i suoi predecessori in uno stato – che sia un’amnesia temporanea come in La La La At Rock Bottom (2015) o un’indolenza che impedisce di reagire come in Tamako in Moratorium (2013) – dal quale è faticoso uscire. C’è una percezione di frastornamento nel rapporto con il contesto sociale, che in One Second Ahead, One Second Behind si traduce anche in uno scarto temporale che sancisce l’ingresso in una parte più misteriosa e anche drammatica del racconto.
Lo spunto permette di riflettere sul tempo umano, sui ritmi della vita (e sull’insensatezza degli stessi), giocando sulla surrealtà della situazione che si viene a determinare.
I due attori che interpretano i protagonisti sono efficaci nel dare corpo ai rispettivi disagi. Reika, impacciata e lenta, ci viene proposta dal regista con uno sguardo mediato dall’apparecchio fotografico. Attraverso lo scatto fotografico la ragazza congela momenti e dettagli, e sarà proprio una fotografia a fungere da collegamento all’interno della deformazione spazio/temporale che i protagonisti saranno costretti ad affrontare.
La narrazione si snoda in due parti, la prima caratterizzata da uno stile da commedia, la seconda, come anticipato, più ermetica e drammatica. In entrambe, con tono che a tratti si tinge di grottesco, il regista declina le difficoltà di relazione e indugia sui tempi per condurre lo spettatore nella sua riflessione sul senso della vita, sulle disarmonie che inaspettatamente e in maniera sorprendente si compongono, sui misteri dei rapporti umani. 

Titolo originale:  1秒先の彼  (Ichibyou saki no kare); sceneggiatura: Kudō Kankurō; regia: Yamashita Nobuhiro; interpreti: Okada Masaki (Hajime), Kiyohara Kaya (Reika), Katayama Yuki (Mai), Ise Shima (Ozawa), Arakawa Yoshiyoshi (autista d’autobus), Matsumoto Kiyo (Emiri), Asai Daichi (fidanzato di Emiri), Fukumuro Rion (Sakurako); produzione: Match Point; prima uscita in Giappone: 10 giugno 2023; durata: 119’.

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