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SONATINE CLASSICS

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Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

Golden slumber

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Golden slumber (ゴールデンスランバー), Regia:  Nakamura Yoshihiro; soggetto: da un romanzo di Isaka Kotarou; interpreti: Sakai Masato, Takeuchi Yuuko, Yoshioka Hidetaka, Gekidan Hitori, Aibu Saki, Kagawa Teruyuki, Emoto Akira, Hamada Gaku; 30 gennaio 2010; 139 minuti. Punteggio ★★
PIA: critica 4/5 pubblico 75/100
Un uomo qualunque viene coinvolto a sua insaputa in un complotto che sfocia nell’assassinio del primo ministro e ne fa l’unico colpevole ricercato in tutto il paese. Una storia non nuova. Ciò che Nakamura aggiunge di originale è il fatto che il protagonista, sbalordito e braccato come un cane randagio, trova aiuto nei vecchi amici dell’università, gli unici che credono alla sua dichiarata innocenza al di là della tempesta mediatica che gli viene scatenata contro. Un film sulla fiducia, sul credere negli altri, sulla solidarietà basata sulla conoscenza personale e la condivisione delle esperienze. Gli amici infatti credono in lui perché hanno vissuto insieme un pezzo di vita, nei tempi in cui impegno politico e musica rock, cultura e vicende sentimentali, si fondevano a creare un clima esistenziale unico mai più ricreato. Tempi il cui tessuto era la musica. E la musica, a partire dal titolo – un brano dei Beatles – è fortemente presente, tra recupero nostalgico e affermazione identitaria, in tutto il film. Nakamura ha caro il rapporto fra cinema e musica rock d’antan, come già visto nel precedente suo film Fish story. Una tendenza che fra l’altro si ritrova oggi anche in altri film, seppur in termini diversi. Basti pensare per esempio a Bandage, Soranin, o a Shonen Merikensack.
Nakamura ama molto costruire meccanismi complessi, sovrapposti nel tempo e nello spazio, che si connettono tutti nel gran finale. Così era in Ahiru to kamo no koinrokkaa e in Fish Story e così è, al massimo grado, in Golden Slumber. In maniera più furbesca che sapiente, immette vari personaggi ed elementi anche assurdi, per poi utilizzarli per spiegare a ritroso trame e situazioni appearentemente non comprensibili. Spesso, però, l’introduzione di questi elementi pare fine a stessa.
Sakai Masato, con il suo naturale ghigno da deficiente permanentemente stampato in faccia, è perfetto nella parte di chi è non capisce che cosa gli stia accadendo e al contempo è attonito per la gravità dei fatti. Takeuchi Yuuko è sprecata nella parte di una tranquilla madre di famiglia che aiuta l’amico dei tempi andati. Il melenso Yoshioka Hidetaka, eroe di Always sanchoume no yuhi, interpreta un personaggio che per nostra fortuna muore poco dopo l’inizio del film. [FP]
Berlin International Film Festival 2010, Hong Kong International Film Festival 2010, Udine Far East Film 2010, New York Asian Film Festival 2010, Puchong International Fantastic Film Festival 2010.
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