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SONATINE CLASSICS

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Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

Shōji to Takao

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Shōji to Takao (ショージとタカオ, Shoji & Takao). Regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Ide Yōko; musica: Terashima Takuya; interpreti: Sakurai Shōji, Sugiyama Takao; durata: 158’; 2010.
Link: Sito ufficiale  http://shojitakao.com/
PIA: Commenti 3/5   All’uscita delle sale: 62/100
Punteggio ★★1/2  
Ventinove anni sono una vita. La società, le culture  e le persone cambiano e si evolvono in un lasso di tempo così lungo. Ebbene, privare una persona di questa ricchezza, di questa abbondanza, anche drammatica, di vita è un crimine imperdonabile. Succede che nel 1967 Sugiyama Takao e Sakurai Shōji siano arrestati e successivamente giudicati colpevoli di un furto e dell`assassinio di un uomo nella piccola città di Fukawa. Non esattamente due stinchi di santo, erano dei delinquentelli di quartiere, Sakurai e Sugiyama proclamano fin dal primo minuto la loro innocenza, ma la polizia, anche con l`aiuto di prove false, cosa che emergerà solo 30 anni dopo, li incastra forse con il desiderio di chiudere in fretta il caso. Dopo una vita – vale la pena ripeterlo: 29 anni – passata in prigione, i due escono e continuano a combattere per far luce su questo caso di ingiustizia, nella speranza anche di cambiare il sistema che ha generato il loro caso, che purtroppo non è l`unico in Giappone.
Qui, nel momento della loro liberazione nel 1996, comincia il documentario Shōji to Takao realizzato dalla regista Yōko Ide, che con la sua videocamera per ben 14 anni ha seguito i due uomini. La fatica e la lotta per reinserirsi nella società, rifarsi una vita ed infine sposarsi ed avere figli si intreccia contemporaneamente con la loro volontà di andare fino in fondo, conoscere la verità, farla sapere in tutto il mondo (Shōji e Takao si sono anche recati in Svizzera per tenere un seminario) e denunciare le falle del sistema. Il film è scarno e semplice, non c’è nessun intento autoriale (alla Ogawa Shinsuke, per intenderci) ma proprio questa semplicità ci comunica e fa capire la potenza che una videocamera (anche amatoriale) puntata su un tema importante possa ancora avere. Raccontare una storia, fare luce su alcuni meccanismi oscuri che regolano il potere sono sicuramente alcuni meriti di questo documentario, ma forse ciò che da forza al film è il tempo catturato dalla videocamera. Il tempo è il protagonista, dapprima ellitticamente nei 29 anni rubati ai due, un abisso che è la base sui cui l`opera si sviluppa, ed in seconda battuta ma più direttamente, quando assistiamo alla riconquista del tempo perduto ed agli anni che passano dopo il rilascio, il matrimonio, i figli, la lotta per la verità e contemporaneamente l’incanutirsi dei due protagonisti. Nella sua assoluta semplicità e anche talvolta grossolanità questo film riporta l’atto cinematografico ad una delle sue essenze, quella di essere tempo nel corso del tempo.
Shōji to Takao è stato giudicato dalla rivista Kinema Junpō il miglior documentario giapponese del 2010. [Matteo Boscarol]
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5 commenti su “Shōji to Takao

  1. interessante, sarei curioso di vederlo, ma mi sembra una di quelle opere indipendent di difficile reperibilità. Comunque ottima cosa dare visibilità a pellicole del genere, thumbs up

  2. e` stato difficile vederlo anche qui in Giappone, per fortuna ci ha pensato il glorioso Cinemaskhole di Wakamatsu…

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