classici1-1845135

SONATINE CLASSICS

SONATINE

Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

Space battleship Yamato

250px-space_battleship-p1-7801231
Space battleship Yamato (Space battleship ヤマト, Space Battleship Yamato). Regia: Yamazaki Takashi; soggetto: dal manga di Matsumoto Reiji; sceneggiatura: Nishizaki Yoshinobu, Satou Shimako; interpreti: Kimura Takuya, Kuroki Meisa, Yashiba Toshihiro, Ogata Naoto, Takashima Reiko, Nishida Toshiyuki, Ikeuchi Hiroyuki, Yamazaki Tsutomi; produttore: Nakazawa Toshiaki; produzione: TBS; durata: 138′; uscita: 1 dicembre 2010.
Link: Sito ufficialeMark Schilling (Japan Times)
PIA: Commenti: 2,5/5   All’uscita delle sale: 55/100
Punteggio ★★   
Nell’anno 2199 la terra è in pericolo, sotto attacco radioattivo degli extraterrestri. Le forze di difesa terrestri, costrette a vivere nel sottosuolo e ormai ridotte allo stremo, decidono di concentrare tutte le risorse in una missione disperata: inviare l’astronave Yamato sul pianeta Iscandar per cercare lo strumento che consenta di fermare le radiazioni che stanno distruggendo la terra e sconfiggere il nemico. 
Sembra una versione giapponese di Star Wars o di Star Trek. E in effetti la storia è quella di una famosa serie di anime televisivi degli anni ’70, che hanno poi dato vita a svariati figliastri televisivi e cinematografici. Il rifacimento attuale mantiene alcuni tocchi ormai “classici”, come il saluto militar-nazionale effettuato battendosi il pugno destro sul cuore, oppure i completini in pelle bianco-rossi degni ormai di aste di memorabilia su Ebay. Dall’altro lato, introduce qualche elemento aggiuntivo al passo con i tempi e i modi dell’industria dello spettacolo: affidare la regia a un regista affermato e di successo (Yamazaki), utilizzare divi dello spettacolo come attori (Kimura Takuya), inserire qualche donna in ruoli significativi ma pur sempre subordinati (Kuroki Meisa e Takashima Reiko), menzionare preoccupazioni ecologiche ecc. ecc. Il risultato è un prodotto per bambini non originale ma semplice da comprendere e da seguire, dove le scene d’azione, ricche di effetti speciali, si accompagnano a lunghi dialoghi, precisazioni, dichiarazioni di principio, in modo da non lasciare nulla di inspiegato. Un prodotto fruibile indifferentemente sul grande schermo come sulla tv o sul display di una consolle portatile.
Con un budget di oltre 22 milioni di dollari, Space battleship Yamato è stata una delle grandi produzioni cinematografiche giapponesi del 2010 e uno dei maggiori successi al botteghino (ottavo posto nella classifica generale e quarto fra i film giapponesi, con un incasso di oltre 49 milioni di dollari) e perciò va menzionato. L’impegno profuso nella produzione e il successo commerciale ottenuto consentono di fare alcune considerazioni.
1) Il pubblico giapponese continua a essere composto di bambini non cresciuti. Questo è normale in ogni paese. La domanda per me irrisolta è: il tasso di infantilismo dell’uomo medio giapponese è superiore a quello di altri paesi?
2)  Yamazaki è solo un fenomeno da botteghino. I due successi precedenti di Always sancme non mi sono piaciuti perché mi sono sembrate piatte e compiacenti costruzioni di una nostalgia a posteriori. Dopo il tonfo di Ballad, ora Yamato, con la sua supponenza e il suo prendersi troppo sul serio, pare confermare la pochezza autoriale di Yamazaki.
3) Il potere delle immagini. Quando Kimura Takuya rimane solo alla guida dell’astronave per andare a sacrificarsi per la salvezza della terra, Kuroki Meisha vuole restare a morire con lui. Lui la spinge febbrilmente a mettersi in salvo e lei risponde ispirata: “Un mondo senza di te è un mondo in cui non c’è ragione di vivere”. E’ una scena finta, assurda, mal recitata, eppure ci tocca e ci fa desiderare di essere noi ad abbracciarla: è il cinema.
4) Kimura Takuya, che per la sua capigliatura curata ed esibita come un trofeo potremmo soprannominare “Libera e bella”, è proprio solo un fiore di serra: fuori dal contesto addomesticato dei drama non regge neppure un minuto. Non è possibile andare a immolarsi per la salvezza dell’umanità appena usciti dal salone di bellezza con la permanente. Harrison! dove sei?…… [Franco Picollo]
CONDIVIDI ARTICOLO

2 commenti su “Space battleship Yamato

  1. Condivido la recensione ma ho un appunto. Non trovo corretto nei confronti dei lettori rivelare il finale di un film nel recensirlo. Anche se è abitudine comune, purtroppo.

  2. Ti ringrazio del commento e della critica. Effettivamente anch'io non ritengo corretto rivelare il finale di un film e di solito non lo faccio. In questo caso ho fatto un'eccezione perché la storia, come ho cercato di illustrare, è completamente scontata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *