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Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

The last message: umizaru

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The last message: umizaru (ザ・ラストメッセージー海猿, The Last Message: Umizaru). Regia: Hasumi Eiichirō; soggetto: dal manga di Satō Shuho; sceneggiatura: Fukuda Yasushi; fotografia: Sako Akira; interpreti: Itō Hideaki, Satō Ryuta, Katō Ai, Fukiishi Kazue, Katō Masaya; produttoriHasumi Eiichirō, Usui Hirotsugu; produzione: Fuji TV, Toho, Shogakukan, Robot; durata: 129′; uscita: 18 settembre 2010.
Link: Sito ufficialeA Nutshell Review (Stefan S)
PIA: Commenti: 3,5/5   All’uscita delle sale:  70/100
Punteggio 1/2   

Originato da un manga di Satō Shuho, Umizaru racconta le eroiche vicende di un gruppo di giovani della guardia costiera giapponese, le “scimmie del mare”, appunto. Lo stile e le storie risentono pesantemente dei cliché hollywoodiani dei film d’azione, a partire da Top Gun e dalle tante avventure di eroici pompieri. Un po’ più giapponese è la retorica del sacrificio per il bene comune, ma la sostanza grosso modo non cambia. 
Fatto sta che il primo film della serie (Umizaru), uscito nel 2004, risultò trentatreesimo nella classifica degli incassi. Sull’onda del successo, diede vita a un drama televisivo nel 2005 e a un secondo episodio nel 2006 (Limit of love: Umizaru) che si piazzò al quarto posto assoluto nella classifica degli incassi e primo film giapponese non anime. Lasciati sbollire gli entusiasmi del pubblico (si fa per dire), ecco arrivare nel 2010 il terzo episodio, che ha replicato fedelmente il successo del secondo: quarto posto assoluto nella classifica degli incassi e primo film giapponese non anime. Insomma, è il film di fiction giapponese più visto nel 2010.
Le ragioni di tale successo sono francamente incomprensibili, soprattutto se si considera la piattezza assoluta delle storie e del loro svolgimento fino allo scontato salvataggio finale, ma le regole del botteghino vanno spesso oltre la ragione. Itō Hideaki, con le sue movenze da bravo ragazzo americano, impersona l’eroe principale, mentre Satō Ryuta, con la sua faccia da stupido naturale, è perfetto nella parte del gregario allegro e compagnone. Katō Ai è fin dal primo film la fedele e paziente moglie dell’eroe che aspetta a casa in trepido silenzio le notizie del suo salvataggio. Intorno, vari attori non particolarmente di rilievo. Gradevole la presenza di Fukiishi Kazue, che di film in film sta facendo rilevare la sua bellezza quieta. [Franco Picollo]
 
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