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Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

Sarariman NEO Gekijōban (Warai) (サラリーマンNEO 劇場版(笑), Japanese Salaryman NEO)

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Sarariman NEO – Gekijōban (warai) (サラリーマンNEO 劇場版(笑), Japanese Salaryman NEO). Regia: Yoshida Teruyuki. Sceneggiatura: Habara Daisuke, Hiramatsu Masatoshi, Uchimura Hiroyuki, Yoshida Teruyuki. Fotografia: Murano Shigeki. Montaggio: Fujisawa Mikiko. Musica: Ashiya Gary. Interpreti: Koike Teppei, Namase Katsuhisa, Sawamura Ikki, Taguchi Hiromasa, Itō Shirō, Hiraizumi Sei, Tanaka Yōji, Horiuchi Keiko, Osugi Ren. Produttori: Hosoya Madoka, Kanbayashi Sintarō, Matsumoto Sei. Durata: 108′. Uscita nelle sale giapponesi: 3 novembre 2011.
Link: Sito ufficialeMark Schilling (Japan Times)

Punteggio ★★1/2

Shinjo (Koike Teppei) è un giovane che come tanti non può seguire solo le belle speranze e accetta un lavoro alla NEO Beer, un’azienda produttrice di birra anche se non è il suo ideale. La NEO è quinta nelle classifiche di mercato e Shinjo viene assegnato a un team di vendita capitanato da Nakanishi (Namase Katsuhisa), che in passato aveva inventato un prodotto vincente, la birra Hiyamugi (come dire “grano fresco”), ma ormai dedica la maggior parte del suo tempo a sostenere la squadra di baseball del cuore. Passa il tempo e Shinjo, che non ha alcun successo come venditore e viene sbeffeggiato dalle colleghe di lavoro, pensa di cambiare lavoro. Nel frattempo, il grande capo della NEO Beer (Itō Shirō) perde vergognosamente un incontro di golf con l’odiato Hotei (Osugi Ren), presidente della concorrente Oguro Beer. Il signor Neo raduna i suoi dipendenti e comunica loro che la NEO dovrà diventare la birra numero uno, lasciandogli una settimana di tempo per individuare il prodotto vincente. Grandi brainstorming tra il serio e il faceto, con qualche buona gag, poi arriva il giorno fatidico dell’incontro con il capo per scegliere l’idea su cui puntare. Molte proposte vengono scartate e inaspettatamente viene scelta proprio quella di Shinjo: la Sexy Beer….
Le commedie sugli impiegati sono un sottogenere fisso del cinema giapponese. Lo stesso attore protagonista, Koike Teppei, aveva già  girato nel 2009 un film in cui impersonava il ruolo di un giovane impiegato, Buraku gaisha ni tsutometerundaga, mo ore wa genkai kamoshirenai (Genkai in a Black Company), anche se in quel caso si trattava di una storia più “nera”. Qua il dato di fondo è invece la nuova realtà della società e del mercato del lavoro giapponese, dove è abbastanza finita l’epoca in cui, finiti gli studi, si riusciva a entrare in una delle tre o quattro grandi aziende desiderate, con sedi collocate in sfavillanti palazzi con decine di piani, segretarie a bizzeffe, efficienza ovunque. Ora che il Giappone sta facendo, e non da oggi, i conti con una crisi profonda e duratura, anche i criteri della ricerca di lavoro sono cambiati e la cosa più importante sta sempre più diventando trovare “un” lavoro.
Il film, basato su un programma televisivo di successo diretto dallo stesso regista,  registra questa diversa sensibilità e ce la restituisce mostrandoci un’azienda più che normale, con dipendenti tutt’altro che brillanti anche quando non mostrati in maniera caricaturale. Il protagonista accetta comunque l’impiego e cerca di dare il meglio di se stesso nonostante l’ambiente poco stimolante. Lo svolgimento segue poi binari abbastanza scontati delle commedie da zero a hero, pur avendo il merito di non calcare troppo la mano sul versante del successo. Nel complesso rimane una commedia abbastanza tradizionale che solo qua e là riesce a esprimere una comicità schietta, soprattutto grazie all’eccentrico Nakanishi, mentre Koike Teppei nella parte di Shinjo è soffocato dal suo stesso aspetto di eterno bravo ragazzino senza incisività. [Franco Picollo]
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