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SONATINE CLASSICS

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Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

Morisaki shoten no hibi (森崎書店の日々)

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Morisaki shoten no hibi (森崎書店の日々). Regia e sceneggiatura: Hyuga Asako. Soggetto: dal romanzo di Yagisawa Satoshi. Fotografia: Inomoto Masami. Montaggio: Kikui Takashige. Scenografia: Matsumoto Chie. Musica: Nozaki Minami. Interpreti:  Kikuchi Akiko, Tanaka Rena, Naitō Takashi, Iwamatsu Ryō, Kitarō, Matsuo Toshinobu. Produttore: Koshikawa Michio. Durata: 109′. Uscita nelle sale giapponesi: 23 ottobre 2010.
Punteggio ★★★
Takako (Kikuchi Akiko) è a cena con il ragazzo che ama e frequenta, quando lui le comunica che si sposa con un’altra. Lo shock è tale che lascia anche il lavoro. Mentre ristagna in una depressione profonda riceve dal fratello di sua madre la proposta di andare a lavorare con lui nel piccolo negozio di libri usati a Jinbochō, la libreria Morisaki del titolo. Takako accetta più che altro per inerzia e all’inizio si stufa abbastanza. Non è una gran lettrice e non sente molto il fascino dei libri. 
Piano piano, però, scatta qualcosa. Inizia a leggere scegliendo i libri con gli occhi chiusi, come se dovesse farsi scegliere da essi. Poi la lettura diventa più attiva e parallelamente, un po’ guidata dallo zio, un po’ da sola, iniza anche la scoperta del quartiere, fatto di tante piccole librerie in cui sciamano appassionati di ogni tipo, e di confortevoli sale da tè e da caffè, dove i gestori curano i dettagli del loro esercizio con passione. 
In una di queste conosce una ragazza simpatica (Tanaka Rena) con cui diventa amica e condivide il reciproco tempo libero. La nuova vita di Takako prende forma. Ritrova la voglia di vivere e, assistita dallo zio, va persino a casa del ragazzo che l’ha lasciata per sfogarsi almeno una volta.
Nell’epoca dei tablet, degli smart phone e degli acquisti online, l’atmosfera della piccola libreria nel quartiere dei libri di Tokyo è davvero una boccata d’aria fresca. Scene come quella in cui Takako legge un intero libro per decidere quale prezzo attribuirgli o quella in cui lo zio va a una fiera di libri usati, fa una proposta d’acquisto su un bigliettino inserito in una busta e poi porta al negozio i libri acquistati nel cestino della bicicletta, trasmettono un altro passo, un diverso senso del tempo e della vita. Così come i lettori appassionati, talvolta un po’ maniaci, che frequentano la libreria anche solo per parlare di libri, ci ricordano piaceri che tendono a scomparire.
La regista Hyuga Asako, già autrice del non banale Presents (2006), ci offre un gioiellino fatto di poche cose, di tocchi delicati, atmosfere semplici, ma mai banale e sempre molto ben fotografato con colori caldi e accoglienti.
Kikuchi Akiko è una bellezza non gridata che ben si accorda con la serendipity dell’ambiente in cui si muove. [Franco Picollo]
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