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Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

Toshokan sensō (図書館戦争, Library Wars)

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Toshokan sensō (図書館戦争, Library Wars). Regia: Satō Shinsuke. Soggetto: dalla omonima serie di romanzi di Arikawa Hiro. Sceneggiatura: Nogi Akiko. Fotografia: Kawazu Taro. Musica: Takami Yū. Montaggio: Imai Tsuyoshi. Interpreti: Okada Junichi, Eikura Nana, Kuriyama Chiaki, Hashimoto Jun, Nishida Naomi. Produttori: Hamana Kazuya, Tsujimoto Tamako. Durata: 128 minuti. Uscita nelle sale giapponesi: 27 aprile 2013.
Link: Sito ufficiale (con trailer) – Mark Adams (Screen Daily)
Punteggio

Il film inizia nel 1989: il governo giapponese approva una legge che consente la censura di qualunque mezzo di comunicazione che sia potenzialmente dannoso per la società e crea un corpo militare (Media Betterment Committee – MBC) con il mandato di requisire i libri ritenuti dannosi e perseguire coloro che sono a favore della libertà di espressione. E’ la fine della libertà di stampa.
1999. Le forze del MBC attaccano la biblioteca di Hino e dodici civili vengono uccisi in quello che diventerà noto come l’incubo di Hino. I governi locali danno vita a una forza militare antagonista (LDF-Library Defense Force) che ha come missione quella di difendere le biblioteche e le librerie dagli assalti delle forze governative. Durante uno di questi attacchi, Iku, una liceale cerca di proteggere il libro che sta comprando ma mentre sta per soccombere, viene salvata da un agente della LDF.
2019. Iku è una recluta delle forze LDF, dove si è arruolata per seguire le gesta dell’eroe sconosciuto che l’ha salvata. Iku ha un difficile rapporto con Atsushi, suo superiore e istruttore, e si mette spesso nei guai. E’ però anche molto in gamba e viene così inserita in un gruppo di agenti speciali. Nonostante il conflitto, anzi proprio attraverso il conflitto, fra Iku e Atsushi inizia a svilupparsi un certo sentimento ma lei non si abbandona perché resta devota all’ideale del principe azzurro che ha salvato lei e la libertà di stampa anni prima.
La lotta fra i due gruppi militari continua e si giunge a uno scontro decisivo intorno agli archivi di una gande biblioteca specializzata in testi storici. Sarà proprio nelle drammatiche fasi finali della battaglia che Iku intuirà chi è il principe azzurro.
Tratto da una serie di romanzi di Arikawa Hiro uscita originariamente nel 2006-2007, Library Wars è segnato da un manicheismo e una retorica davvero scontati. Le scene di battaglia sono inutilmente lunghe e di impatto emotivo molto limitato. I vari personaggi militari hanno una credibilità espressiva accettabile solo in un fumetto. Le vicende sentimentali, infine, si muovono secondo lo standard degli scambi di bigliettini fra liceali. Il regista Satō Shinsuke, già autore del blockbuster GANTZ  (2011) e del suo seguito nello stesso anno, sembra proprio aver seguito solo il minimo sindacale.
Allo stesso tempo, però, il film giunge sugli schermi proprio nel momento in cui il governo giapponese ha effettivamente approvato una legge restrittiva della libertà di comunicazione che ha sollevato molte preoccupazioni all’interno, anche se in occidente ha avuto purtroppo poca risonanza. In questo senso, e nonostante, la sua piattezza, ci ricorda comunque che leggere, studiare e potersi esprimere sono la base della civiltà. L’unica cosa che non si capisce è come mai in piena epoca di digitalizzazione dei volumi, ci siano scontri così cruenti intorno alle copie fisiche dei volumi.
Okada Junichi nella parte dell’eroico Dojo rispolvera il suo ruolo di agente speciale in missioni impossibili che già aveva nei due film della serie SP (SP: Yabō-hen, 2010 e SP: The Motion Picture kakumei-hen del 2011). Eikura Nana, già valorizzata da Aoyama Shinji in Tōkyō kōen, nella parte di Iku non riesce ad andare oltre il ruolo metà maschiaccio e metà ragazza carina. Curiosa, nella parte della sua amica del cuore, una Kuriyama Chiaki insolitamente sobria e tranquilla. [Franco Picollo]

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