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Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

Ten no Chasuke (天の茶助, Chasuke’s Journey)

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Ten no Chasuke (天の茶助, Chasuke’s Journey). Regia e sceneggiatura: Sabu. Soggetto: dal romanzo omonimo di Sabu (come Tanaka Hiroyuki). Fotografia: Soma Daisuke. Montaggio: Sagara Naoichiro

Musica: Matsumoto Junichi. Personaggi e interpreti: Matsuyama Ken’ichi (Chasuke), Ohno Ito (Yuri), Osugi Ren (Taneda), Iseya Yusuke (Hikomura), Terajima Susumu ( Kuroki), Tamashiro Tina (Chako). Prodotto da: Bandai Visual, Shochiku. Durata: 106 minuti. Anno: 2015
«Possiamo cambiare le nostre storie. Fanculo il destino».
È l’epitaffio – perché di morti in fondo stiamo parlando – o forse meglio dire una delle conclusioni a cui approda il film di Sabu: presentato alla Berlinale 2015 e poi anche all’ultima edizione di Nippon Connection, si basa su di un racconto omonimo scritto dallo stesso regista.
Il protagonista  della storia è Chasuke detto Chas, il ragazzo – ex gangster – che serve il tè agli scrivani nell’Aldilà. Il lavoro di questi uomini/spiriti è frenetico: sono loro infatti che “sceneggiano” le vite degli umani sottostanti, pressati da un Dio che chiede sempre di più in termini di idee nuove e intrecci sorprendenti (come a dire, fantozzianamente, che non c’è mai fine allo stress che si subisce dai propri capi, neppure dopo la morte…). Pressati, e anche un po’ in conflitto tra di loro, gli sceneggiatori decidono di far morire in un incidente d’auto la bella Yuri, il “personaggio” umano amato da Chas. Il quale allora verrà inviato a Okinawa per “salvarla”. Non sarà semplice…. ci si metteranno di mezzo un po’ tutti a far “deviare” il racconto: la yakuza, le folle che eleggeranno Chas “Mr. Angel”, una sorta di santone-guaritore, e poi anche l’amore, la variabile più dirompente.
Una baraonda caleidoscopica il nuovo film di Sabu, in cui a tutto si rimanda con gioiosa fascinazione, dal Titanic di Cameron a Luci della città di Chaplin. Commedia romantica, film d’azione che vira al surreale: Matsuyama Ken’ichi dà vita e volto ad un personaggio folle ed eccentrico, che nel ritmo alternato, e frenetico, delle riprese passa da velocissimi inseguimenti nelle strade di Okinawa alla calma iperreale che lo avvolge nel momento in cui si trasforma in dispensatore di miracoli.
La sua rinascita ad angelo guaritore è di nuovo ironica: avviene grazie ad un suo miracolo messo su Youtube, e diventa uno stress per il povero Chasuke, istigato dalle folle che si aspettano da lui sempre di più.
Il film rimanda ad altri precedenti in cui si proponevano versioni più o meno fantasiose dell’Aldilà: uno fra tutti After Life di Koreeda Hirokazu, che però affidava la rappresentazione del Limbo nel quale venivano accolti i nuovi defunti ad una scenografia scarna, a riprese a tratti documentaristiche, in un’atmosfera sobria. Niente di tutto questo nel viaggio di Chasuke: immagini ipertrofiche, ralenti e poi riprese velocissime, inseguimenti e risse, e luci che “piovono” su un protagonista che indossa bianche ali di piume.
In un misto di determinazione e casualità, in una struttura ad incastri che si complica sempre di più, emergono in conclusione totemiche domande: ma le possiamo veramente cambiare le nostre storie? L’amore fa la differenza oppure no?
Possibilista, al riguardo, il film di Sabu che neppure nel finale, con coerenza, cessa di proporre soluzioni alternative e aperte. [Claudia Bertolè]
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