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SONATINE CLASSICS

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Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

FAMILY OF STRANGERS (Heisa Byoutou, HIRAYAMA Hideyuki, 2019)

SPECIALE NIPPON CONNECTION (Francoforte, 1 – 6 Giugno 2021)

★★★

family-4635467Hidemaru, Chu-san e la giovanissima Yuki si trovano a convivere in un ospedale psichiatrico, ognuno con il proprio fardello di inquietudini e colpe da espiare. Lentamente, e non senza eventi luttuosi, fra i tre si instaura un profondo legame che andrà oltre le mura della struttura psichiatrica.

Proseguendo sul tema della famiglia, il Nippon Connection presenta questo film in concorso nella sezione Nippon Cinema Award 2021, che ha per oggetto un “nucleo” famigliare in nuce, ovvero quello che potrebbe diventare una famiglia per affinità reciproche e non certo per legami consanguinei. Anzi, il film di Hirayama, classe 1950, già assistente del regista Terayama Shūji, con all’attivo oltre una ventina di titoli tra lungometraggi e serie, parte da tre famiglie disfunzionali per scardinarle e ricomporre idealmente una nuova famiglia, seppur di sconosciuti, come recita il titolo del film in inglese. Nel microcosmo concentrazionario dell’ospedale psichiatrico si vengono a creare dinamiche e relazioni del tutto nuove, che sanciscono una vicinanza altrimenti impossibile, ma anche gerarchie, leadership e conflitti che sfociano in eventi drammatici che toccano in particolare Yuki e Hidemaru. Il vissuto dei tre personaggi viene svelato attraverso brevi flashback che ci riportano nelle rispettive famiglie di appartenenza, chiarendo la ragione per cui si trovano rinchiusi. Particolarmente intenso il primo di questi flashback, che apre il film, dedicato a Hidemaru con il quale veniamo a conoscenza del motivo per cui è costretto su una sedia a rotelle; gli altri riguardano invece Chu-san e le sue “voci” interiori e Yuki che fugge temporaneamente dalla struttura in seguito a una violenza subita. 
Senza svelare troppo della trama, il film getta uno sguardo ottimistico sul futuro dei tre “spostati”, almeno per due di loro. Particolarmente toccante il momento della testimonianza di Yuki che afferma in modo esplicito di non avere una famiglia se non Hidemaru che quindi diventa per lei un padre. Detto questo, Family of Strangers è fortemente debitore di Qualcuno volò sul nido del cuculo, senza avere però la carica eversiva e il lucido, implacabile sguardo sulla ferocia dell’istituzione psichiatrica del film di Milos Forman. Ma forse non era nemmeno questo l’intento di Hirayama a cui non interessa imbastire un film di denuncia sul trattamento del disagio psichiatrico, quanto piuttosto far emergere i contrasti e le violenze, più o meno esplicite e più o meno ricattatorie, all’interno di un’altra istituzione, ovvero la famiglia. Tra gli interpreti spicca, a nostro avviso, Ayano Gō che incarna, con un’intensità notevole, il personaggio di Chu-san: una maschera triste e sofferta, il volto nascosto dalla frangia dei capelli che lascia intravedere degli occhi dolcissimi che raccontano il suo “buio nella mente”, un’anima inquieta che alterna momenti di stasi ad altri di furia incontrollabile che lo gettano nello sconforto totale.
 
Valerio Costanzia


Titolo originale: 閉鎖病棟 (Heisa Byoutou); regia: Hirayama Hideyuki; sceneggiatura: Hirayama Hideyuki dal romanzo Heisa Byoutou di Hahakigi Hosei; fotografia: Shibasaki Kozo; musica: Yasukawa Goro; interpreti: Shofukutei Tsurube (Kajiki Hidemaru), Ayano Gô (Chu-san), Komatsu Nana (Yuki); produzione: Sugaya Hidetomo, Miyake Harue; durata: 117’.
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