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SONATINE CLASSICS

SONATINE

Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

MIDNIGHT SWAN (Middonaito Suwan, UCHIDA Eiji, 2020)

SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL 23 (Udine, 24 giugno – 2 luglio 2021)

Film in concorso

Vincitore del Gelso d’Oro (Premio del pubblico al miglior film)

★★★

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Nagisa è una donna transgender. È cresciuta a Hiroshima come uomo, ma ora vive a Shinjuku, Tokyo, come una donna. A causa di un incidente, inizia a vivere con la studentessa delle medie Ichika, di cui è una lontana parente. Ichika è stata trascurata per anni dalla madre alcolizzata Saori. Con il passaggio dalla sua vita in solitudine alla convivenza con Ichika, Nagisa sviluppa per la prima volta istinti materni.

La nuova opera di Uchida è un dramma famigliare funambolico, caratterizzato da un’alternanza continua tra banalità e originalità. A livello di trama la sensazione di deja-vù è perenne per tutta la durata della pellicola e ad eccezione di un paio di passaggi inaspettati, lo spettatore può prevedere il finale appena dopo una decina di minuti. Tuttavia la forza del film non risiede tanto nella trama, quanto nella scrittura impeccabile dei suoi personaggi. Le due protagoniste Nagisa e  Ichika riescono a entrare nei nostri cuori, nonostante la loro presentazione rientri perfettamente negli stereotipi del genere: schiva e arrabbiata con la società la prima, timida, apatica e all’apparenza depressa a causa della madre la seconda. La loro evoluzione sembra già tracciata col pilota automatico, ma il loro realismo riesce a commuovere e a convincere. 

Kusanagi  incarna una Nagisa caratterizzata da un candore e una delicatezza rara, con l’ interpretazione di una donna transgender molto superiore a quella realizzata dal ben più acclamato collega Eddie Redmayne in The Danish Girl, mentre  Ichika ci stupisce e ci conquista tirando una sedia in faccia a un suo compagno di classe, un gesto eclatante e inaspettato, che grazie alla messa in scena ci fa provare simpatia verso di lei e la sua condizione. La costruzione del rapporto tra loro due passa attraverso l’arte del ballo, mostrata con una regia elegante che esalta la bellezza e la delicatezza dei movimenti. Uchida riesce a rappresentare in maniera efficace la difficoltà della vita di una donna transgender  nel Giappone di oggi: gli ostacoli lavorativi, i pregiudizi e il rifiuto della famiglia conservatrice. Anche l’evoluzione della madre di Ichika Saori, personaggio inizialmente negativo e defilato, riesce a stupire con una svolta originale. Il regista costruisce alcune sequenze di notevole eleganza, come la prima performance ufficiale di  Ichika a un concorso di ballo, realizzata con un montaggio alternato tra il suo spettacolo e quello della sua amica Rin, o le due sequenze della cena con  Ichika e Nagisa all’inizio e a fine film, con il ribaltamento dei ruoli che sancisce il culmine dell’evoluzione dei due personaggi. 

A conti fatti Uchida riesce a realizzare una buona opera capace di raccogliere il favore del pubblico come dimostra il premio vinto al Far East Film Festival, superando evidenti difetti come la troppo didascalica metafora della crescita e liberazione di Ichika in un “cigno” attraverso il ballo e la narrazione prevedibile. 


Luca Orusa

Titolo originale: ミッドナイトスワン (Middonaito Suwan); regia: Uchida Eiji; fotografia: Ito Maki; montaggio: Iwakiri Yuichi; musiche: Shibutani Keiichiro; interpreti: Kusanagi Tsuyoshi (Nagisa), Hattori Misaki (Sakurada  Ichika), Mizukawa Asami (Sakurada Saori), Matobu Sei (Katahira Mika), Ueno Rinka (Rin); produzione: Moriya Takeshi, Morimoto Yurie, Iijima Michi, Culen Inc.; durata: 124’.

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