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SONATINE CLASSICS

SONATINE

Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

LEAVE IN SUMMER (Ano ko wa shiranai) Igashi Aya, 2022

Speciale Asian Film Festival 30 marzo – 5 aprile 2023

di Valerio Costanzia

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Poche cinematografie come quella nipponica sanno raccontare la morte con un misto di levità, discrezione e compartecipazione emotiva controllata, aliena da quegli eccessi drammaturgici del “nostro” cinema occidentale. Ne è un esempio illuminante il film di Igashi Aya, una giovane cineasta ventisettenne qui alla sua terza prova registica dopo il mediometraggio Tokeru del 2016 e il lungometraggio A Crimson Star del 2018.

Shuntaro ripercorre gli ultimi giorni della compagna Yuiko in compagnia di Nana. Insieme affronteranno un percorso alla scoperta di loro stessi, un viaggio impregnato del realismo magico che li circonda.

Leave in Summer è un racconto, per parafrasare Ozu, di “tarda estate”, un breve incontro tra Nana (chissà se la regista ha voluto suggerire una reminiscenza godardiana), una ragazza che lavora presso una piccola locanda situata in una cittadina affacciata sul mare e Shuntaro, un giovane che si presenta all’improvviso con un mazzo di fiori. Entrambi portano addosso un lutto recente: lei quello per la propria famiglia, morta presumibilmente a causa di un incidente, come allude la sequenza di apertura che ci mostra Nana acquistare dei fiori (gli stessi che porta Shuntaro, per la precisione un mazzo di sandersonia); lui quello per la sua amata Yuiko, persa da poco e che prima di andarsene aveva trascorso un breve periodo proprio in quella locanda. Questo incontro è il preludio a un reciproco scambio di emozioni, una condivisione che svela due anime legate da un’affinità elettiva della quale i fiori sono una specie di correlativo oggettivo: non è un caso che l’arrivo di Shuntaro sia preannunciato, con un suggestivo effetto metonimico, da un bocciolo di sandersonia che attira l’attenzione di Nana. Oltre ai fiori c’è un altro elemento che accomuna Nana e Shuntaro ed è quello del fumo: entrambi hanno iniziato a fumare come una sorta di risarcimento emotivo nei confronti di un amore perduto, per Shuntaro la sua ragazza, Yuiko, per Nana una crush adolescenziale. Ma le sigarette sono anche il pretesto per ripercorrere le tracce lasciate da Yuiko prima della sua scomparsa: il pacchetto che Shuntaro sta fumando proviene infatti da un bar della cittadina dove il ragazzo scopre che Nana conosceva la ragazza. Da questo momento Leave in Summer sembra quasi tingersi di giallo, il mistero della scomparsa di Yuiko pare celare delle verità nascoste che il rapporto tra Nana e Shuntaro porta lentamente alla superficie tra silenzi e sguardi in cerca di risposte che tardano ad arrivare. La regia di Igashi Aya – discreta e controllata come la storia che sta raccontando – ha alcuni momenti che paiono accentuare il mistero a cui si alludeva: si tratta delle sequenze caratterizzate da un effetto Fata Morgana a causa dell’utilizzo del teleobiettivo, in particolare nell’incipit quando Nana percorre la strada con la bicicletta mentre la rifrazione ottica tipica di questo effetto la fa sembrare un (doloroso) miraggio che si staglia sulla linea dell’orizzonte.


Titolo originale:  あの娘は知らない(Ano ko wa shiranai); regia e sceneggiatura: Igashi Aya; fotografia: Shinji Tomita; montaggio: Miyu Kobayashi; musica: Masaki Takao; interpreti: Fukuchi Momoko (Nana), Okayama Amane (Shuntaro), Tomoko Nozaki (Kanae), Kazuki Akase (Yuta);  produzione: Free Stone Productions, Repro Entertainment, Toho Gakuen Film College; durata: 75’; uscita in Giappone: 23 settembre 2022

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