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SONATINE CLASSICS

SONATINE

Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

RIVER (Ribā nagarenaide yo, YAMAGUCHI Junta, 2023)

Sonatine Contemporanea

di Matteo Boscarol

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Dopo Beyond the Infinite Two Minutes (2020), Yamaguchi Junta torna a utilizzare un paradosso temporale per costruire la storia, ma questa volta lo fa in un modo più convincente rispetto al suo lavoro precedente. In River l’espediente del loop temporale, oltre al piacere del risolvimento della trama, è infatti usato anche per esplorare tematiche esistenziali. 

Nella prefettura di Kyoto circondato dai boschi sorge il vecchio ryokan Fujiya, una sorta di albergo tradizionale giapponese. Un giorno, una ragazza che lì lavora, Mikoto, si prende una breve pausa davanti al fiume Kibune che scorre sul retro dell’edificio. Quando viene richiamata al lavoro, si accorge però di ritrovarsi improvvisamente di nuovo davanti al fiume nella stessa situazione di alcuni istanti prima. Mikoto e le altre persone all’interno dell’albergo, sia i turisti che i membri dello staff, cominciano a capire di essere intrappolati in un loop temporale di due minuti. 

Le storie incentrate sul viaggio nel tempo o sui paradossi temporali hanno in molte occasioni attirato l’attenzione del cinema giapponese. Spesse volte adattamenti di manga, romanzi o pièce teatrali, non si tratta tanto di lavori di fantascienza classica, ma piuttosto in narrazioni che partendo dall’espediente del salto nel tempo esplorano temi esistenziali o sociali, il più delle volte approfondendo il senso del destino in cui sono intrappolati i protagonisti. Forse il lavoro più conosciuto che affronta queste tematiche è Toki o kakeru shōjo (1965-66), romanzo di Tsutsui Yasutaka adattato più volte per il grande schermo. Da ricordare almeno il live action di Ōbayashi Nobuhiko del 1983 e il lungometraggio d’animazione che fece conoscere il nome di Hosoda Mamoru al grande pubblico nel 2006. Negli ultimissimi anni questa tendenza è continuata con lavori quali Summer Time Machine Blues (2005), It’s a Summer Film (2020), Mondays: see you “this” week (2022) o Beyond the Infinite Two Minutes, diretto da Yamaguchi Junta. Quest’ultimo in particolare esplora l’effetto Droste declinato nel tempo, in un’opera divertente, a basso costo ma molto ingegnosa e che in qualche modo cerca di ricalcare le orme del celebre successo Zombie contro zombie – One Cut of the Dead (2018) di Ueda Shin’ichirō. 

Yamaguchi continua ad esplorare le possibilità narrative offerte dai paradossi temporali in River, film uscito nelle sale dell’arcipelago quest’estate. Qui ogni persona che si trova nell’albergo, dopo lo shock e l’incredulità iniziale, usa il loop di due minuti in cui è intrappolata, per aprirsi agli altri e riflettere sulla propria vita, sia quella passata che quella che verrà. Ogni qual volta il tempo torna indietro infatti, tutti conservano la memoria di quel che è successo nei due minuti precedenti, ciò che cambia è che si ritrovano nella stessa posizione fisica e temporale di prima. L’arresto dello scorrere lineare del tempo offre la possibilità per molti di essi di fermarsi e considerare con occhio più distaccato le relazioni personali in cui si trovano o le scelte professionali che li attendono. É questo il caso, per esempio, di uno scrittore, su cui pesa la data di consegna di un libro e che sfrutta l’anomalia temporale per sviluppare il proprio scritto. Oppure la sottotrama in cui due vecchi amici si incontrano dopo molto tempo e che usano il tempo bloccato per dirsi la verità riguardo ad eventi passati mai risolti. Ma la protagonista della storia è Mikoto, interpretata dalla talentuosa Fujitani Riko, che a prima vista sembra essere la causa del loop temporale, ragazza che è in crisi a causa di una relazione sentimentale con uno dei membri dello staff. Se River funziona, al di là del ben congegnato meccanismo che fa evolvere la storia fino a un inaspettato finale, è anche grazie all’interpretazione di Fujitani, brava nel dettare il tono a metà fra il leggero e il serio a tutto il lungometraggio. A creare l’originalità del lavoro contribuiscono in modo determinante anche le ambientazioni, il vecchio ryokan immerso nel bosco con alcune scene che ci mostrano dei paesaggi innevati mozzafiato, è una ventata d’aria fresca in un genere, quella dei film brillanti e indipendenti, che spesso vede le storie ambientate in conglomerati urbani o suburbani, privi di una certa specificità. 


Titolo originale: リバー、流れないでよ (Ribā, nagarenaide yo); regia e montaggio: Yamaguchi Junta; sceneggiatura: Ueda Makoto; fotografia: Kawagoe Kazunari; costumi: Kiyokawa Atsuko; interpreti: Fujitani Riko (Mikoto); Honjô Manami (Kimi); Ishida Gōta (Kusumi); Yoshimasa Kondô Yoshimasa (Obata); Kubo Shiori (Hisame); produzione: Ōtsuki Takahiro; durata: 86’; uscita: 23 giugno 2023.

 

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