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SONATINE CLASSICS

SONATINE

Il blog dedicato al cinema giapponese contemporaneo e classico

BITTER HONEY (Mitsu no aware, ISHII Gakuryū, 2016)

Speciale Ishii Gakuryū

di Matteo Boscarol

In questo lavoro, ricco di atmosfere e con un’originale idea di fondo, Ishii sembra ancora una volta alla ricerca di un diverso registro stilistico per il nuovo millennio che colpisce nei momenti più riusciti, ma che non sempre convince.

Uno scrittore giapponese famoso nel Giappone postbellico vede realizzarsi le sue fantasie quando un pesce rosso si trasforma in una giovane ragazza che diventerà la sua amante. Questa, però, scoprirà di non essere la sola quando incontrerà lo spettro di un’altra ragazza amata dall’anziano poeta. 

Ishii firma un lavoro molto diverso dal precedente That’s It (Soredake, 2015), ipercinetico e che si ricollegava in qualche modo al suo cinema degli inizi, e ritorna invece al cinema atmosferico e quasi onirico che aveva già toccato con la sua produzione degli anni Novanta.  Si tratta però di una fantasia letteraria e vintage, sia nello stile sia nei contenuti. Qui infatti il regista giapponese parte da un romanzo autobiografico del 1959 di Murō Saisei ambientato proprio negli anni Cinquanta. Protagonista è un anziano scrittore ossessionato dalla sua musa ispiratrice, un pesciolino rosso tramutato in ragazza, interpretato con giocosità, leggerezza e comica purezza da Nikaidō Fumi. 

Il film è diviso e strutturato in quattro capitoli, con le atmosfere che si muovono fra il surreale e il letterario che Ishii esplorerà meglio, in The Box Man (Hako otoko, 2024). Per il suo peculiare tono dove giocosità e leggerezza si intersecano con dei tratti erotici di fondo, il film può ricordare alcuni lavori dell’ultima parte della carriera di Jissōji Akio. Buona è la messa in scena e la realizzazione dei costumi da parte di Sawataishi Kazuhirō, con un’evidente e naturale propensione verso il rosso; un altro elemento riuscito è poi quello sonoro con il continuo rumore dello scorrere dell’acqua ad accompagnare i movimenti della giovane protagonista.

La recitazione di Nikaidō è molto teatrale, nel senso che fa pensare spesso alle movenze e all’intonazione che potrebbe avere sul palcoscenico di un teatro: sempre in bilico fra il comico e il bambinesco, riesce però a non traboccare all’eccesso da una parte o dall’altra. Ottime sono anche le prestazioni degli altri attori, fra cui il co-protagonista, interpretato da Ōsugi Ren. Una nota speciale va poi a Kōra Kengo che nei pochissimi minuti in cui è sullo schermo nel ruolo del famoso scrittore e premio nobel Akutagawa Ryūnosuke, riesce davvero, praticamente senza proferir parola, a creare un personaggio magnetico e ricco di profondità. 

Ishii ricrea in maniera riuscita le atmosfere letterarie dell’epoca, sia quelle esterne ma anche quelle della vita interna dei protagonisti. Meno riuscito è lo sviluppo della storia vera e propria. I momenti di tensione o quelli tragici in cui sembra che qualcosa cambi e porti le vicende da qualche parte ci sono, ma non riescono a creare un’uniformità di base, o meglio un tessuto su cui il film, con i suoi personaggi, si possa dipanare in maniera convincente. Ciò non tanto per inadeguatezza registica, o forse non solo, ma perché questa eterogeneità e mancanza di equilibrio sembrano essere proprio lo scopo del lavoro. Il salto tra i registri stilistici, da momenti quasi tragici a scenette comiche o leggere, fanno sì che le varie parti, pur nella loro compiutezza, appesantiscano e rompano il ritmo narrativo. Il risultato è una sorta di continua indecisione che rende il film quasi una sorta di somma di tentativi più che un’opera compiuta.

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Titolo originale: 蜜のあわれ (Mitsu no aware); regia:  Ishii Gakuryū; soggetto: da un romanzo di Murō Saisei; sceneggiatura: Minato Takehito; costumi: Sawataishi Kazuhirō; fotografia: Kasamatsu Norimichi; personaggi ed interpreti: Akai Akako (Nikaidō Fumi), lo scrittore (Ōsugi Ren), Akutagawa (Kōra Kengo), lo spettro (Maki Yōko), il venditore di pesci rossi (Nagase Masatoshi); durata: 105’; uscita nelle sale giapponesi: 1 aprile 2016.

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